Scuola Audiofonetica - Brescia

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cena etnica 2010

Vita della scuola

Nell'arte culinaria si sono fuse lingue e culture!

Venerdì 28 maggio 2010, l'iniziativa "CENA ETNICA" promossa dall'Associazione-Genitori ha visto una buona partecipazione di famiglie della Scuola che hanno scoperto nei Genitori provenienti dal:

  • Marocco
  • Pakistan
  • India
  • Brasile
  • Argentina
  • Ucraina
  • Filippine ecc…


oltre a sapori nuovi, culture, mondi sconosciuti e molto interessanti….

L'èquipe dei genitori che hanno cucinato!

Cena multietnica a scuola. Che senso ha? Può avere una valenza pastorale?

Sto parlando della Scuola Audiofonetica di Mompiano, dove la presenza degli extracomunitari sordi diventa sempre più forte. Noi ci vediamo arrivare questi bimbi, spesso anche preadolescenti, a volte non scolarizzati, doppiamente stranieri in quanto conoscono poco la loro lingua e non sentono l'italiano… Le difficoltà sono grandi. E allora si inventano mille cose perché possano sentirsi a loro agio, accolti, amati, capiti. Mentre insegnanti, logopediste, logogeniste, audiologa e psicologa danno il meglio di sé, non disdegniamo iniziative come la cena multietnica in cui ogni famiglia cucina qualcosa di tipico del suo paese e poi si condivide. Ormai sta diventando una tradizione, ha sempre un grande successo e crea un bellissimo clima familiare, di grande rispetto e accoglienza, anche se le religioni sono diversissime: cristiani, mussulmani, buddisti, induisti, sick, protestanti…
Ieri, in una splendida serata di maggio, eravamo quasi in 200 e abbiamo gustato cibi del Marocco, Eritrea, Pakistan, Filippine, Thailandia, Argentina, Brasile, Equador, Kosovo, Ungheria e… altri ancora.
Lascio la parola a Patrizio, un genitore a cui avevamo dato l'incarico di coordinare la cena, che ci ha appena inviato una mail, che mi pare esprima bene lo spirito della nostra cena etnica.
Il pensiero che posso esprimere sulla cena è : bello.
Le sensazioni che ho provato, sono state molto forti ed a volte commoventi. Sono cose che purtroppo non provo molto spesso, e che fanno bene all'anima (specialmente alla mia). Questi momenti di amicizia e di gioia comune, di poter fare qualcosa per altri, l'essere tutti amici e dimenticare tensioni e problemi, ti fanno capire che non sei solo.
La cena etnica tenta di unire varie culture e vari spiriti.
Ho visto la famiglia marocchina farsi in quattro per aiutare, ho visto negli occhi di una ragazzina la felicità di essere parte di un gruppo senza differenza di colore, abbigliamento e religione.
Ho visto i nostri "volontari" correre per noi senza nessun problema.
Ho visto vecchie tensioni svanire in un attimo.
Ho visto tanti amici contenti per una idea e li ho visti farlo con gioia e serenità.
Mi piacerebbe vedere sempre queste cose, e provare queste sensazioni, ma forse è meglio così, si correrebbe il rischio di abituarcisi.
Queste ultime 2/3 settimane, in cui mi sono dato da fare per organizzare la cena, sono state molto importanti per me, e quello che ho provato so che mi mancherà.
Ho potuto conoscere persone nuove (tu per prima) che mi hanno aiutato a capirmi e con cui penso possa nascere una bella amicizia fondata sulla comprensione e sulla gioia comune di fare qualcosa di buono per la scuola ed i nostri bambini.
Tutte cose che ho provato solo quando andavo in Africa a lavorare per l'ospedale a Watamu o in Sudan a prendere Bakhita
(NdR: Patrizio ha adottato Bakhita, una bimba sudanese sorda di sei anni).
A volte ho proprio bisogno di fare queste cose.
Sono felice che mi abbiate dato la possibilità di fare tutto questo, e spero di continuare a potervi aiutare.
Mi è piaciuto, mi sono divertito e sono contento. Patrizio.
Ho ricevuto altre brevi mail:
E' stata una serata bellissima! Non avrei mai pensato che potesse essere una iniziativa così stimolante e arricchente! Per me che sono al primo anno nel Direttivo dell'Associazione dei Genitori è stata una occasione importante, che ha fatto cadere vari pregiudizi. Ho conosciuto gente nuova con caratteristiche e abitudini diverse dalle mie. Persone simpatiche e volenterose,. Esperienza sicuramente da ripetere . L' amicizia è una bellissima cosa, così come il rispetto, da coltivare giorno per giorno, creando le occasioni giuste . Grazie a tutti per il bel lavoro svolto . -
Simona -

Serata di una bellezza commovente. La cosa che mi ha colpito di più è che nel pomeriggio , nella grande cucina della scuola, con il passare del tempo si mescolavano le voci, gli odori e aumentava la confidenza... in cucina gli odori portano ricordi e si crea spesso qualcosa di magico che unisce perché la familiarità che ne nasce fa sentire tutti a CASA....
Ah, per me è stato bello anche accompagnare a casa quella mamma kossovara, ma soprattutto la ragazzina che per tutto il pomeriggio si è data da fare , credo che anche lei si sia sentita a casa. Era davvero felice.
Di nuovo grazie a tutti, sono stata davvero contenta di esserci.
- Grazia -

Alla cena multietnica io mi sono divertita moltissimo nonostante la stanchezza e credo di poter dire che tuttti noi organizzatori abbiano provato belle sensazioni e grandi emozioni. Quello che ho notato e che mi ha veramente colpito è stata la partecipazione della mamma di Aicha. Ebbene, questa signora ha partecipato sempre con il sorriso sulle labbra, con il velo in testa anche al caldo dei fornelli! Non ci capivamo in quanto lei parla solo berbero, la lingua del deserto. Eppure mai la comunicazione è stata più immediata ...gesti, sguardi, sorrisi, abbracci. Grande energia e divertimento anche per lei. Credo che sia questo il senso profondo dello stare insieme, al di là di lingua, cultura e tradizione locale. Valorizzare ciò che unisce e lasciar cadere ciò che è secondario e relativo. Forse è questo che il Signore ci sta chiedendo, in questa scuola che sta diventando sempre più ricca nella diversità. - Una mamma -

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