Scuola Audiofonetica - Brescia

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Un approccio pedagogico

La Scuola

La Scuola Audiofonetica attuando nel 1974 un modello di “integrazione alla rovescia” (realizzato cioè accogliendo i bambini udenti in quella che era la scuola dei sordi anziché inserire i bambini sordi nella scuola degli udenti), ha offerto al mondo della scuola e dei servizi sociali due formidabili provocazioni che ancora oggi interpellano le coscienze:
- al centro bisogna mettere i bambini e non le organizzazioni (scolastiche, familiari, sociali…)
- per dare adeguata risposta ai bisogni dei bambini sordi bisogna ripartire dalla scuola, cioè da una prospettiva pedagogica.

Cosa significa oggi centralità della persona umana?

Crediamo che per chi ha il compito di dare risposte a grandi bisogni (come quelli di cui i bambini sordi sono portatori) il punto di partenza sia quello di imparare a rileggere le situazioni cercando di coglierne la globalità e la complessità, ma facendo lo sforzo di riscriverle pensando all'evoluzione del bambino, alla sua crescita, alla crescita del suo mondo e non del nostro: è facile, infatti, prenderne solo una parte e credere che sia il tutto.

Il bambino sordo ha bisogno di comunicare, ha bisogno di stabilire relazioni, ha bisogno di parlare, ha bisogno di imparare a sentire, ha bisogno di imparare a riconoscersi, di imparare a muoversi, di provare piacere per le cose che sa fare, di apprendere le cose difficili, di trovare qualcuno che gliele sappia rendere più facili; ha bisogno di strumenti, di protesi e di sussidi; ha bisogno di amici, ma anche di medici e di terapisti. Se scrivessimo tutto l'elenco diventerebbe lunghissimo e più lungo è, più è complicato tenere insieme tutto.

Ma è proprio questa la sfida: tenere insieme tutto, perché tutto si tiene, nel bambino.

La scuola cerca, nella prospettiva pedagogica, di tenere insieme tutto, non perché la totalità debba entrare nelle classi, ma perché le classi possano aprirsi ad accogliere anche ciò che scolastico non è… ma che è del bambino.

Tenere insieme tutto in modo possibilmente “organico”, cioè integrato.

Alcune cose abbiamo però voluto portarle dentro per facilitare le necessarie relazioni e rendere più efficace il nostro l'intervento:

- abbiamo dotato la scuola di un servizio Audiologico, per avere un referente diretto (un medico audiologo), accessibile, disponibile ad interloquire e progettare con gli insegnanti;
- abbiamo assunto tre logopedisti e stiamo chiedendo loro di fare logopedia nella scuola elementare e nella media, ma come se fossero degli insegnanti. Nella scuola materna, dove più è difficile per il bambino capire le differenze dei ruoli, è la stessa insegnante dei linguaggi che si è specializzata per fare la logopedia;
- abbiamo voluto la presenza di una ragazza sorda adulta, che ci aiutasse a capire meglio il mondo dei sordi e ci fornisse anche quegli strumenti per una conoscenza della lingua dei segni;
- abbiamo come consulente stabile una psicologa che quotidianamente ci guida nella ricerca di una conoscenza sempre più approfondita della psiche di questi bambini;
- abbiamo un rapporto di consulenza e formazione continua con il noto studioso, musicista e linguista francese Alain Carrè, per l'approfondimento e l'utliizzo del suono musicale in funzione del miglioramento della prosodia e della comunicazione del sordo;
- abbiamo tanti consulenti che ci aiutano a fare una buona didattica per tutti;
- abbiamo strumenti, laboratori, iniziative, idee nuove da sviluppare;
- abbiamo genitori (non solo quelli dei sordi) che vogliamo coinvolgere in iniziative dentro e fuori dalla scuola;
- abbiamo cercato di coordinare tutte queste cose, adattandole, trasformando tutto ciò che abbiamo per essere sempre più efficaci.

E per fare questo...
...ci siamo dati anche una struttura organizzativa, un modello scolastico che ci consenta di reggere la complessità (più insegnanti, l'orario a tempo pieno, la mensa, i trasporti, la ricerca, ecc.)...

...per i bambini e i loro genitori.

Però da soli potremmo fare ben poco se manca la partecipazione dei genitori. Per questo...
(avanti)


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