Progetto educativo

Il Progetto Educativo della Scuola si ricollega alla visione cristiana dell'Uomo.

La Scuola accoglie, comunque, nel rispetto della scelta delle famiglie, alunni audiolesi e udenti del Nido, della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria superiore di I grado; è ammesso il pluralismo nel rispetto, sempre, dell'autonomia e dell'identità della Scuola stessa.
Essa si propone di promuovere lo sviluppo integrale ed armonico della personalità degli alunni sia audiolesi sia udenti (mediante scelte educative che salvaguardino il bene di ciascuno nel suo valore di persona e non subordinate al fattore economico) ricercando le forme più idonee per un autentico recupero ed inserimento degli alunni audiolesi, attraverso la progettazione e l'attuazione di una articolata strategia educativo-didattica, definita all'uopo, dal Collegio dei Docenti.

Per conseguire le finalità indicate sopra promotori, genitori, insegnanti, specialisti della riabilitazione, esperti delle scienze umane, personale ausiliario, costituiscono una comunità educante al servizio dell'alunno per realizzare la quale sono ritenute irrinunciabili le seguenti condizioni:

  • la condivisione da parte delle famiglie del Progetto Educativo;
  • una costante crescita culturale e pedagogica del personale addetto alla scuola attraverso le attività individuali e di gruppo di qualificazione, ricerca e sperimentazione e la partecipazione a corsi di aggiornamento appositamente predisposti. Per corsi di formazione esterni all'Istituzione l'Ente Gestore vaglia le proposte e concorda le modalità di partecipazione;
  • una presenza attiva dei genitori in ordine al processo educativo dei figli, in quanto primi responsabili della loro crescita umana e cristiana;
  • l'impegno della Comunità educante di collegarsi anche con le varie realtà locali: civili ed ecclesiali per cooperare insieme al raggiungimento del bene degli alunni;
  • la costituzione degli Organi Collegiali per la collaborazione e la cooperazione dei genitori e dei docenti.


La coerenza con gli scopi della Scuola è garantita all'atto della domanda di iscrizione da parte dei genitori che sono tenuti a prendere piena consapevolezza della natura e degli scopi della Scuola, onde liberamente valutare e quindi accettare, gli impegni derivanti e da essa assunti.
 

Approccio pedagogico

Un approccio pedagogico

La scuola Audiofonetica attuando nel 1974 un modello di “Integrazione alla rovescia”, (cioè anziché inserendo i bambini sordi nella scuola degli udenti, accogliendo i bambini udenti in quella che era la scuola dei sordi), ha offerto al mondo della scuola e dei servizi sociali due provocazioni che ancora oggi ci interpellano:

  1. al centro bisogna mettere i bambini e non le organizzazioni (scolastiche, familiari, sociali…)
  2. per dare adeguata risposta ai bisogni dei bambini sordi bisogna ripartire dalla scuola, cioè da una prospettiva pedagogica.

 

Cosa significa oggi centralità della persona umana?
Crediamo che per chi ha il compito di dare risposte a dei grandi bisogni (come quelli di cui i bambini sordi sono portatori) il punto di partenza sia quello di imparare a rileggere le situazioni cercando di coglierne la globalità e la complessità, ma facendo lo sforzo di riscriverle pensando all’evoluzione del bambino, alla sua crescita, alla crescita del suo mondo e non del nostro: è facile, infatti, prenderne solo una parte e credere che sia il tutto.


Il bambino sordo ha bisogno di comunicare, ha bisogno di stabilire relazioni, ha bisogno di parlare, ha bisogno di imparare a sentire, ha bisogno di imparare a riconoscersi, di imparare a muoversi, di provare piacere perle cose che sa fare, di apprendere le cose difficili, di trovare qualcuno che gliele sappia rendere più facili; ha bisogno di strumenti, protesi e di sussidi; ha bisogno di amici, ma anche di medici e di terapisti.


Se scrivessimo tutto l’elenco diventerebbe lunghissimo e più lungo è, più è complicato tenere insieme tutto. Ma è proprio questo il difficile: tenere insieme tutto, perché tutto si tiene, nel bambino. 
Ecco, la scuola cerca, nella prospettiva pedagogica, di tenere insieme tutto, non perché la totalità debba entrare nelle classi, ma perché le classi possano aprirsi ad accogliere anche ciò che scolastico non è… ma che è del bambino.
Tenere insieme tutto in modo possibilmente “organico” cioè integrato.

 

… INTEGRATO…


Alcune cose abbiamo però voluto portarle dentro per facilitare le necessarie relazioni e rendere più efficace il nostro l’intervento.

  • Abbiamo dotato la scuola di un servizio Audiologico, per avere un referente diretto (un medico audiologo), accessibile, disponibile ad interloquire e progettare con gli insegnanti;
  • abbiamo assunto tre logopediste e stiamo chiedendo loro di fare logopedia a stretto contatto ed in continuo dialogo con gli insegnanti; 
  • abbiamo voluto la presenza di alcuni sordi adulti, che ci aiutassero a capire meglio il mondo dei sordi e ci fornisse anche quegli strumenti per una conoscenza della lingua dei segni;
  • abbiamo come consulente stabile una psicologa che ci guida nella ricerca di una conoscenza sempre più approfondita del comportamenti di questi bambini; 
  • abbiamo chiamato da Rennes un musicologo che ci sta aiutando a capire meglio il mondo della parola attraverso la musica; 
  • abbiamo consulenti che ci aiutano a fare una buona didattica per tutti attraverso una costante formazione dei nostri docenti; 
  • abbiamo strumenti, laboratori, iniziative, idee nuove da sviluppare;
  • abbiamo genitori (non solo quelli dei sordi) che vogliamo coinvolgere in iniziative dentro e fuori dalla scuola.

Per coordinare tutti questi elementi ci siamo dati anche una struttura organizzativa, un modello scolastico che ci consenta di reggere la complessità (più insegnanti, l’orario a tempo pieno, la mensa, i trasporti, la ricerca)
Ma l’integrazione passa anche attraverso precise scelte metodologiche.


LE SCELTE METODOLOGICHE DELLA SCUOLA AUDIOFONETICA


La scuola Audiofonetica è stata da sempre impegnata in una prospettiva oralista nell’ educazione dei bambini sordi, questo per permettere loro di affrontare in modo adeguato le relazioni in un mondo di udenti.


Da una quindicina d’anni, seguendo gli sviluppi delle conoscenze dei processi educativi in età evolutiva, la scuola ha riconsiderato il proprio impianto metodologico adottando un approccio denominato COMUNICAZIONE TOTALE.


Con questo tipo di comunicazione si vuol mettere i bambini nella condizione di esercitare le proprie capacità di comunicazione attraverso una varietà di codici scelti fra quelli che maggiormente si adattano alle possibilità del bambino, rinforzando la motivazione e il desiderio di stabilire interazioni comunicative.


In questa prospettiva, compito della scuola non è soltanto garantire la presenza di attività specifiche rivolte all’acquisizione de] linguaggio, ma anche e soprattutto creare un ambiente comunicazionale in cui ogni momento diventi occasione e spunto alla relazione e all’uso di codici comunicativi efficaci.


All’interna di queste scelte metodologiche trova spazio la Lingua dei Segni (LIS) poiché la COMUNICAZIONE TOTALE non esclude ma promuove la presenza dei segni nei percorsi comunicativi dei bambini sordi. Il segno, infatti, rappresenta un mediatore indispensabile che permette di produrre significati sui quali successivamente si può costruire il linguaggio verbale.


Più propriamente il riferimento va però fatto all’Italiano Segnato (I.S.) o all’Italiano Segnato Esatto (I.S.E.), la LIS, infatti nella sua specifica struttura sintattica e grammaticale raramente viene utilizzata, anche perché richiederebbe un’impostazione bilingue che la scuola ha preferito non intraprendere.

 

… PER I BAMBINI E I LORO GENITORI

Però da soli potremmo fare ben poco se manca la partecipazione dei genitori.


Per questo,  AI GENITORI DEI BAMBINI SORDI È RICHIESTO ED OFFERTO preliminarmente:

Il primo contatto da parte della famiglia avviene con il Direttore e la coordinatrice del grado scolastico per la raccolta dei dati fondamentali del bambino, della famiglia, del tipo di sordità, degli interventi fino ad ora realizzati, del grado di scolarizzazione, ecc.


Successivamente si fissa un primo appuntamento con la psicologa per la valutazione psicologica della situazione mentre il bambino/a viene fatto incontrare con gli insegnanti e i logopedisti.


All’interno della scuola, una volta raccolti i dati fondamentali attraverso i contatti precedenti, avviene un incontro di sintesi fra gli operatori della scuola per determinare le condizioni ottimali necessarie per l’accettazione del bambino.


Qualora se ne ravvisasse la necessità alla famiglia viene proposta una selezione di testi presenti in biblioteca per un primo approccio alla letteratura sul tema.

 

Nel corso del primo anno:
Il primo anno è quello più delicato per tutti: per il bambino, ma anche per i genitori. 


E’ importante che fin dall’inizio vi sia CHIAREZZA SUI RUOLI E SUGLI INTERLOCUTORI. Pertanto i genitori del bambino sordo si annotino che IL COORDINATORE del grado scolastico è il referente primo: egli assume il coordinamento delle diverse iniziative che la scuola mette in atto. 


Si prevedono una serie di opportunità che di anno in anno vengono proposte in funzione dei bisogni rilevati e delle disponibilità delle persone. A titolo esemplificativo indichiamo alcuni possibili percorsi:


1. Incontri periodici con uno o più genitori di sordi avanti nell’esperienza o i cui figli abbiano già concluso il percorso scolastico completo all’AF;

2. Incontri di Counseling psicologico individuale con la psicologa;

3. Incontri di Counseling di gruppo con gli altri genitori;

4. Incontri periodici con l’Audiologa per la valutazione audiologico-foniatrica;

5. Incontri di informazione sui diversi temi. Ad esempio: La sordità dal punto di vista audiologico-foniatrico; le protesi acustiche e gli impianti cocleari; la logopedia e gli interventi psicomotori; il risveglio musicale; oralismo, bilinguismo, bimodalità, comunicazione totale; le prospettive scolastiche; l’integrazione lavorativa e sociale;

6. Partecipazione agli incontri formativi comuni a tutti i genitori (3-5) promossi dalla Commissione formazione Genitori;

7. Corso base di LIS;

8. Eventuali assemblee dei genitori dei sordi;

9. incontri con gli insegnanti e gli altri operatori per la condivisione/elaborazione del PEI del figlio/a.

 

Nel corso degli anni successivi:
- continuano tutte le iniziative che consentono di migliorare sempre di più la condivisione al Progetto educativo complessivo che la scuola attua a supporto della famiglia.