Laboratorio di Educazione Musicale e Risveglio Musicale

Qui i ragazzi realizzano concrete esperienze di incontro con la musica sia attraverso l’ascolto che la produzione. Accanto al Laboratorio Musicale viene strutturata l'attività di Risveglio Musicale che ha lo scopo di insegnare ai ragazzi sordi a modulare correttamente la voce e a mantenere un certo allenamento acustico attraverso la musica.


Intervista al prof. di musica, Enrico Sandrini.

 

1. In che cosa consiste il risveglio musicale?

1. Il  termine “risveglio” è stato scelto perché in ognuno di noi è presente una sensibiiità al mondo sonoro e musicale che ha bisogno di essere scoperta e sviluppata. Per un bambino audioleso è più facile percepire i suoni musicali rispetto ai suoni del linguaggio parlato, questo perché la vibrazione emessa da una nota strumentale o cantata è ricca di armonici e abbraccia una vasta gamma di frequenze per cui è meglio compresa e decodificata.

 

2. Come è nata l’idea di organizzare questa attività?

2. Alcuni anni fa, l’istituto canossiano ebbe l’occasione di conoscere le metodologie di un noto musicista, pedagogista, linguista e docente universitario francese, Alain Carrè. Capita l’importanza e la valenza degli studi del luminare originario di Rennes, ebbi l’occasione di frequentare per tre anni, insieme ad altri colleghi i suoi seminari in Francia, a diretto contatto con esperienze significative; sordi o portatori di handicap trattati nelle sedute di risveglio per il miglioramento della prosodia del linguaggio, dell'attenzione, della riflessione e dell'analisi, delle capacità motorie, delle relazioni con il mondo esterno. In seguito si è cercato di riportare presso la nostra scuola questo prezioso bagaglio di esperienze e pratiche, cercando un adattamento ai vari casi che via via si propongono.


3. Stupisce pensare che un sordo possa praticare musica?

3. Riprendendo il concetto espresso precedentemente, cioè della superiorità del suono musicale rispetto al suono parlato, possiamo dire quindi che, anche nel caso della sordità più profonda, sussiste una sensibilità ad alcuni tipi di frequenze, ad esempio quelle medio-gravi, sulla quale si può impostare un tipo di lavoro che favorisce spunti interessanti per uno sviluppo globale. Ogni essere è dunque "musicale", ed è nostro compito favorire lo sviluppo di questo aspetto attraverso una serie di attività, progettate secondo i diversi casi che si presentano. Il contatto con strumenti musicali, come il contrabbasso, il violoncello, il violino o il pianoforte, permette al sordo di percepire direttamente la vibrazione. Le attività sono innumerevoli e diverse anche a seconda del grado di sordità e vanno dalla produzione strumentale a quella vocale con l’utilizzo, oggi fondamentale anche delle nuove tecnologie informatiche applicate alla didattica della musica.